Un originale studio scientifico

 

Stamattina la mia attenzione si è soffermata su uno studio inglese condotto da un gruppo di medici che si occupano di aviazione e dei problemi di sicurezza ad essa correlati: lo scopo era quello di esaminare sperimentalmente l’associazione tra l’età anagrafica dei piloti e la loro esperienza nel volo nel causare gli errori decisionali in incidenti aerei.

Da premettere che tale studio si riferiva al volo IFR, ma credo sia comunque interessante anche per coloro che praticano volo VFR, soprattutto per ciò che concerne la correlazione con l’età anagrafica.

La cosa che particolarmente mi ha incuriosito, è stato il metodo scelto per fare questo studio: sottoporre i piloti a un volo simulato in condizioni di meteo avverse; il simulatore, infatti, è in grado di controllare meglio fattori quali meteo, durata del volo, punto in cui si verifica l’errore, tipo di aereo, ecc.

Nella mia mente mi sono immaginata questo gruppo di piloti, anziani, con i capelli bianchi, magari già nonni, che si siedono davanti a un simulatore come fossero dei ragazzi alle prime armi…..la scena mi ha strappato un sorriso!

I piloti arruolati sono stati 72 (71 maschi), di età compresa tra i 19 e i 79 anni, così divisi:

  • metà dei piloti di età inferiore ai 40 anni, e di questi metà in possesso di una moderata competenza
  • l’altra metà dei piloti di età superiore ai 40 anni, e di questi metà in possesso di moderata competenza.

Tutti i piloti erano in possesso di un certificato medico che ne verificasse l’integrità di vista, udito, salute fisica e mentale.

La simulazione è stata effettuata in una zona tranquilla, in una stanza buia e ad una temperatura confortevole, durante il normale orario di lavoro.

Prima di effettuare la prova ai piloti è stato concesso di effettuare un volo di prova in condizioni di meteo favorevole, tanto per prendere la mano con il simulatore…….

Si sono andati a valutare tre fattori:

  • decisione di atterrare o meno in caso di nebbia
  • corretto inserimento o meno nel circuito di attesa
  • controllo dell’avvicinamento alla pista con ILS

A questo punto vi chiederete a quali conclusioni è giunto il gruppo di studio…….

Hanno dimostrato che l’aumentare dell’età anagrafica correla con una ridotta precisione nella decisione di atterrare o meno in condizioni di scarsa visibilità (per il decadimento cognitivo inesorabilmente correlato all’età anagrafica), ma d’altra parte correla con una maggiore precisione nell’inserimento nel circuito d’attesa.

L’esperienza, invece, correla con una ridotta precisione nell’inserimento nel circuito d’attesa (attenuando in questo modo gli effetti dell’età), mentre aumenta il controllo durante la fase di avvicinamento.

Cosa è dunque auspicabile per migliorare la sicurezza in volo?

Dato il numero sempre maggiore di piloti “anziani” è raccomandabile che gli stessi vengano sottoposti più di frequente a simulazioni di volo in situazioni ad alto rischio e a prove che ne aumentino la velocità di elaborazione, così da poter limitare i problemi fisiologici di decadimento cognitivo e fisico a cui purtroppo (o per fortuna) ancora non è stato trovato rimedio……

Allego il PDF dell’articolo, per chi voglia approfondire l’argomento.

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Un pensiero su “Un originale studio scientifico

  1. iz7crx

    va bene la sintesi,
    unica osservazione: bisognerebbe rendere “pertinente” al mondo amatoriale la citazione, magari premettendo che lo studio riguarda l’IFR ma che il concetto che l’attenzione e la reazione risente dell’età anche nel mondo VFR/VDS.

    L’atterraggio strumentale (ILS), il circuito di attesa e le condizioni di scarsa visibilità appartengono al mondo dell’aviazione commerciale (condizioni IFR – regole del volo strumentale).

    Il mondo amatoriale lavora prettamente in condizioni VFR (regole del volo a vista): non vola mai con la nebbia, non atterra mai con ils, e soprattutto non va mai nei circuiti di attesa.

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