Alta Murgia, ecco l’amianto

ALTAMURA – Una “zanzara” azzurra e verde vola bassa sopra la Murgia, sfiora i rovi, fa la barba ai campi spalmati di fanghi inquinanti, scopre nuovi siti «contaminati»: ettari e ettari di terreno coltivato cosparsi di rifiuti. Scarti di concerie pugliesi e toscane e lastre di eternit. Dopo le scorie della Ausl Napoli 3, i pezzi di pelle conciata e l’ amianto sono le nuove scoperte, le nuove inquietanti ipotesi su cui lavorano investigatori e ambientalisti. Residui di conceria: ovvero la “firma” delle ecomafie che prelevano rifiuti da Toscana ed Emilia e che, attraverso la Campania, li “smaltiscono”, si fa per dire, in Puglia. L’ indagine si allarga giorno dopo giorno, come purtroppo si allargano i siti inquinati. La zanzara «curiosa» è il “Tucano Rotar 912″, un ultraleggero che, alle dieci di ieri mattina, si è alzato in volo dall’ aeroclub Ceraso, sulla provinciale Altamura-Ruvo. Il blitz aereo è stato organizzato dal centro studi «Torre di Nebbia» che per primo ha denunciato l’ allarme inquinamento e ora vuole andare ancora più a fondo. Alla cloche c’ è Marco Del Bufalo, socio del aeroclub: nella vita fa il commercialista ma appena sale sul suo “Tucano” si trasforma in un vigilante dei cieli, a caccia di discariche abusive, nascoste fra le lame, le cave e i campi di grano tra Gravina, Minervino e Altamura. Da questo osservatorio privilegiato, che schizza nel cielo, la visuale si allarga. E la Murgia appare squarciata e mangiata dai terreni neri impastati di fanghi di dubbia provenienza e coriandoli di plastica, gomma, pelli trattate, vetro e fibre di amianto. Appena comincia il volo arriva la prima scoperta: a neanche cinquecento metri dell’ aeroclub c’ è un terreno che costeggia la strada provinciale 151 Altamura-Ruvo, vediamo il primo campo impastato con rifiuti. Il pilota si abbassa, scende a quattro, cinque metri dal suolo, non è più solo terra più scura, ci sono decine di buste di plastica, lattine, le ormai solite siringhe. Il terreno sembra arato da poco. «I fanghi potrebbero essere stati scaricati nella notte – dice Marco Del Bufalo – bisogna avvisare la polizia municipale». E già il «Tucano» vola verso il prossimo sito a rischio: Lama di Monte. Si vira ad est. E cominciano venti minuti di volo e nausea, di puzza che ti impregna la pelle, ti brucia la gola, ti punge nel naso. è il tratto più brutto. L’ aereo risale, ma sarà il vento, sarà il grande caldo, l’ odore non tende a diminuire. Anzi. Tra Lama di Monte e la masseria De Palma, in zona Franchini, c’ è uno dei sue siti inquinati scoperti dalla polizia municipale di Gravina. Qui l’ Arpa ha riscontrato una presenza pericolosissima di metalli pesanti: cromo, zinco, rame. Il «Tucano» vira ancora e questa volta punta verso Minervino. A questo punto nel cielo un’ altra zanzara. Molto più grossa. L’ elicottero dei carabinieri. Anche loro spiano dal cielo. Anche loro guardano. E questa volta è un’ indagine. Mentre Marco Del Bufalo torna alla base i carabinieri del Reparto operativo ecologico di Roma. Ieri mattina l’ elicottero ha fotografo e scansionato tutta la Murgia. Campi, cave, terreni e ,soprattutto, piccole e grandi discariche abusive tra Altamura e Gravina sono finiti nel cervellone della task force ambientale del 112. Cinque macchine hanno poi coordinato l’ operazione da terra. I militari hanno perlustrato palmo a palmo i due siti in contrada Finocchio (Gravina) e in contrada Cervone (Altamura), repertando buste, siringhe, guanti in lattice, bombolette di solventi per plastica e chi più ne ha più ne metta. Di immondizia, scorie e rifiuti, e di puzza, ce n’ è a volontà nei terreni del parco mai nato della Murgia. L’ operazione, coordinata dal tenente Franco Iannone della compagnia di Altamura è stata voluta direttamente dal maggiore Antonio Menga, comandante del Reparto ecologico e dal generale Michele Franzè, comandante regionale dei carabinieri. E non sono solo dei nomi. Vuol dire che l’ indagine sulla Murgia avvelenata ha fatto un salto di qualità.

 

Fonte: La Repubblica – 31 Agosto 2003

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