La modulazione di ampiezza nella banda aeronautica: sicurezza o nostalgia?

Volare è una delle attività più innaturali per l’uomo e per questo, sin dai suoi esordi, l’industria aeronautica ha messo in campo le più avanzate tecnologie al servizio del volo. Considerando questa premessa spesso gli esperti di radioascolto si chiedono perché le comunicazioni aeronautiche usano l’AM (modulazione di ampiezza).

La modulazione di ampiezza è il più semplice tra i metodi usati per trasmettere la voce attraverso le onde radio ed è ormai considerato obsoleto in quasi tutto il mondo delle radiocomunicazioni: ciò che rimane delle trasmissioni analogiche utilizza la modulazione di frequenza, ritenuta più immune dai disturbi e quindi meno soggetta ad interferenze.

Rispondere all’interrogativo non è semplice, non è stato possibile rintracciare una considerazione ufficiale ma una ricerca approfondita ha condotto a due motivazioni:

  • politico/amministrativa: la natura “globale” dell’aviazione rende complesse e molto lente le attività di aggiornamento di procedure ed apparati: la radio è una componente essenziale per la sicurezza del volo. Un cambiamento del sistema di comunicazione richiede una preventiva ed estremamente complessa armonizzazione internazionale delle norme e delle procedure.
  • tecnica: una caratteristica poco nota della modulazione d’ampiezza è la capacità, del ricevitore, di poter demodulare contemporaneamente due segnali radio sulla stessa frequenza (sebbene in modo poco comprensibile). La più moderna modulazione di frequenza, invece, ha una caratteristica denominata “effetto di cattura” ed in presenza di due stazioni che trasmettono sulla stessa frequenza solo il segnale il più forte è demodulato.

Tralasciando le motivazioni amministrative, la capacità dell’obsoleta AM di consentire la ricezione contemporanea di due stazioni (di potenza simile) che trasmettono sulla stessa frequenza è considerata una caratteristica che migliora la sicurezza e nel volo la sicurezza ha la priorità su tutto.

Incidente aereo Tenerife 1977

Purtroppo questa caratteristica di sicurezza intrinseca non è servita il 27 marzo 1977 a Tenerife. Una sfortunata serie di eventi ed errori ha portato ad uno dei peggiori incidenti della storia dell’aviazione (583 vittime) ed una delle ultime possibilità che gli equipaggi coinvolti avevano di evitarlo era stata data dalle comunicazioni radio: purtroppo uno degli equipaggi e la torre hanno trasmesso in contemporanea comunicazioni che avrebbero salvato molte vite e l’altro equipaggio ha sentito solo un disturbo (eterodina).

La vecchia ed analogica AM sarà ancora in uso per diversi anni, prima che un sistema digitale di nuova generazione possa migliorarne le qualità di efficacia e sicurezza.

 

 

 

 

 

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